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Posts Tagged ‘l’impresa’

WHEN CUSTOMER LEARN

febbraio 14, 2012 Lascia un commento

When your employees or your sales force don’t know your company’s products, services or offerings and you know why, when your products, your services and your offerings are very complex and can only be appreciated by educated people, the correct use of edutainment can help your people learn more about your industry, your brand, your world.

Let’s talk about it!

 

INTERNATIONAL STORIES

gennaio 30, 2012 Lascia un commento

Through brand engagement you have to involve people from different functional backgrounds and geographical locations so that they play their role in accord with your brand identity.

Let’s talk about it!

 

TRANSPARENCY

gennaio 16, 2012 Lascia un commento

Whenever you risk offending people by telling them they are wrong, the correct use of edutainment can be the solution to making people accept the issue: autonomy of all people in the community is the ultimate goal.

Let’s talk about it!

 

ZZZOOT ANCHE SU L’IMPRESA

settembre 6, 2009 Lascia un commento

Jack O. Selz narra, in esclusiva anche per L’IMPRESA Rivista di management del Gruppo 24 ORE, i paradossi delle aziende dove sono attitudini “primarie” delle persone l’immobilismo, il mimetismo, l’aggressività, la fissazione su inutili dettagli e la perdita di vista delle questioni essenziali oltre che la spiccata capacità di individuare un colpevole altro da sé.

Nel racconto di Zzzoot un fulmine di luce e saggezza riforma improvvisamente il mondo delle imprese ma, inspiegabilmente, una sola azienda, le persone che ci lavorano ed il paese reale nel quale è collocata, continua irriducibile a perpetuare comportamenti viziosi. Zzzoot è anche un racconto pubblicato dal Gruppo 24 ORE e un sito di webisodes (episodi video sul web, su zzzoot.tv).

In uno dei primi episodi pubblicati da L’IMPRESA, Bianca Schedula, responsabile risorse umane, borghese, sobria, elegante, con il suo linguaggio forbito, colto, vago e astratto, ha deciso: è giunto il momento di lanciare un programma “Credibility” per la funzione risorse umane. In tutta Zzzoot ormai si è sparsa la voce che quelli del personale sono dei filosofi perditempo impegnati in campagne valori, programmi di formazione per il cambiamento, sistemi di valutazione delle performance capaci di misurare anche un battito di ciglia di ciascun collaboratore… sulla carta.

Nella realtà, quando chiedi qualcosa a quelli del personale la loro risposta è sempre “No”, su qualsiasi tema: filosofi fuori, burocrati dentro. O meglio c’è sempre un cavillo tale per cui alla fine il colpevole è sempre il manager di linea, o il dipendente, il consulente fornitore. A Zzzoot quelli delle risorse umane non possono essere responsabili, per definizione!

Arriva in Italia l’opera di Jack O. Selz

zoot cover

Jack O. Selz propone una brillante e acuta parodia dell’azienda di oggi, un vero e proprio romanzo breve con personaggi di fantasia, decisamente reali.

Il racconto di Zzzoot si apre con un fulmine di luce e saggezza che finalmente riforma le imprese. Ma inspiegabilmente, anche dopo la grande Riforma, una sola azienda continua irriducibile a perpetuare comportamenti viziosi.

Sembra impossibile immaginarlo, ma in Zzzoot si perpetuano ancora comportamenti manageriali “paleolitici”: il direttore commerciale conia motti tipo «chi vende vale, menarsela poco» o «colpirne

cento per educarne uno». Il middle manager lavora solo per pararsi dai cazziatoni del capo nutrendo quotidianamente una dolorosa ernia iatale.

Quelli delle RU organizzano formazioni esperienziali facendo nuotare i manager con gli squali.

La consulenza produce montagne di slide inutilizzabili, mentre una laureanda vaga da mesi per gli uffici per procurarsi del materiale per la sua tesi e mogli e amanti interferiscono su qualsiasi decisione strategica.

Riuscirà la nostra Zzzoot a riformarsi, anch’essa?…

Ramarrismo, immobilismo, mimetismo, aggressività, spiccata capacità di individuare un colpevole altro da sé sono alcune delle attitudini “primarie”,

che chi lavora in azienda ha attivato per non estinguersi e sopravvivere in un tipo di azienda ormai destinata all’estinzione. Ma quale team work! Questa è la storia della darwiniana lotta per la sopravvivenza individuale.

È un libro divertente e stravagante che attraverso la fiction denuncia una realtà che interessa tutto il mondo del lavoro odierno e in cui tutti quindi si potranno ritrovare. Inoltre gli autori sono già pronti a una grande campagna promozionale, giocata su tutti i media con ogni mezzo. In contemporaneacon l’uscita del libro sarà lanciato il vlog zzzoot.tv e una rubrica su “L’Impresa”.

OASI HI-TECH

gennaio 19, 2009 Lascia un commento

Gli Usa sono in crisi, la Cina non riesce a sostenere la crescita degli ultimi anni, l’Europa (e l’euro) affrontano una sfida epocale, la Russia perde posizioni, l’Africa non decolla.

Insomma, si chiedono i manager d’azienda, esiste un’oasi in mezzo a questo deserto di prospettive? Certo che esiste: nel deserto appunto.

Le economie del Medio Oriente passano inosservate, “coperte” dal continuo tam tam di notizie politiche e militari, eppure stanno costruendo a loro modo un sistema di prosperità sostenibile.

La rivista manageriale “Strategy+Business” dedica la sua rubrica “Next wave” alle evoluzioni in corso nel mondo arabo e registra la crescita strutturale di quest’area avvenuta nel corso dell’ultimo quinquennio.

In soli cinque anni Dubai è diventata un hub degli affari e dell’intrattenimento, dopo che gli enti governativi hanno deciso di diversificare l’economia abbandonando un sistema fondato solo sul petrolio.

Più a sud Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti, sta sperimentando un periodo di crescita “pazzesca” ed è diventata il punto di incontro cosmopolita del nuovo Medio Oriente.

Negli ultimi cinque anni tutta la regione si è trasformata in un terreno di nuova imprenditorialità privata.

I monopoli delle telecomunicazioni, anche in Arabia Saudita, si sono aperti alla competizione. La ricerca e sviluppo nel campo delle nuove tecnologie ha attratto Hewlett- Packard, Cisco e Microsoft.

Le aziende locali stanno investendo nello streaming video e altre applicazioni locali. Insomma, mentre eravamo tutti intenti a seguire le questioni geo-politiche, non ci siamo resi conto del cambiamento in corso in questi Paesi dove in un battibaleno è nata una classe media, l’economia si è diversificata e il movimento del sistema è stato davvero “tremendous”.

A chi si deve questa crescita? Prevalentemente, secondo gli autori, a individui visionari in posizioni di autorità, innamorati del progresso, che hanno deciso di muoversi: e muoversi molto velocemente.

Ne è nato un modello imprenditoriale e manageriale che, dentro gli schemi culturali di quel contesto, crea valore. In un contesto di paradossi e di trasformazioni, è fiorita dunque nel deserto un’oasi fertile.

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