Archivio

Posts Tagged ‘formazione’

COLLECTING WISDOM

As happens in the democracies 2.0, blogs and satirical videos can make people focus on major corporate and business issues in a very immediate and transparent way.

Let’s talk about it!

 

WHEN CUSTOMER LEARN

febbraio 14, 2012 Lascia un commento

When your employees or your sales force don’t know your company’s products, services or offerings and you know why, when your products, your services and your offerings are very complex and can only be appreciated by educated people, the correct use of edutainment can help your people learn more about your industry, your brand, your world.

Let’s talk about it!

 

INTERNATIONAL STORIES

gennaio 30, 2012 Lascia un commento

Through brand engagement you have to involve people from different functional backgrounds and geographical locations so that they play their role in accord with your brand identity.

Let’s talk about it!

 

TRANSPARENCY

gennaio 16, 2012 Lascia un commento

Whenever you risk offending people by telling them they are wrong, the correct use of edutainment can be the solution to making people accept the issue: autonomy of all people in the community is the ultimate goal.

Let’s talk about it!

 

La fiction a scopi formativi

febbraio 19, 2010 Lascia un commento

La fiction a scopi formativi è basata sull’invenzione narrativa, sulla costruzione di un universo verosimile e costituito da ambienti, personaggi e azioni, dinamizzati in un racconto.

Il termine fiction si connette direttamente al concetto aristotelico di mimesi, imitazione o rappresentazione del reale, e comprende forme narrative che hanno attraversato il teatro e la letteratura, il cinema e la radio e, da ultima, la televisione.

La fiction dal punto di vista televisivo è articolabile in una varietà di sotto generi che si differenziano per:

  • formato;
  • origine produttiva;
  • caratteristiche storiche;
  • ricorso o meno ai meccanismi narrativi della serialità.

Il ricorso alla serialità è un elemento molto importante che caratterizza la fiction perché garantisce la gratificazione delle aspettative, la conoscenza dei meccanismi e la scoperta delle variazioni.

In termini generali le fiction si possono dividere in:

  • Serie: suddivisa in episodi, cioè segmenti narrativi autoconclusivi, senza sviluppo cronologico;
  • Serial: suddiviso in puntate, cioè segmenti narrativi aperti con uno sviluppo cronologico delle vicende ed uno sviluppo lineare del tempo;
  • Miniserie: suddivisa in puntate, con uno sviluppo cronologico attraverso un percorso narrativo molto breve rispetto alle altre forme seriali.
  • Film per la tv: una storia compiuta che non presenta caratteristiche di serialità, la cui durata è di circa novanta minuti, e che è la forma più affine al lungometraggio.

I prodotti di fiction possono essere suddivisi in generi e sottogeneri, alla cui definizione contribuiscono sia il contenuto o la storia narrata, sia i fattori di produzione come il setting, il rapporto fra scene girate in interni ed esterni, la presenza e il peso delle sottotrame, lo stile di regia.

La fiction permette all’azienda di comunicare, narrare e rappresentare i propri valori e la propria cultura. Nel quadro della rappresentazione d’impresa, intesa come modalità di descrizione delle storie d’azienda, sono emerse narrazioni creative e storie nuove.

Non basta che queste narrazioni siano scritte: devono essere viste, ascoltate e vissute secondo l’approccio dello story-telling multimediale.

I linguaggi utilizzati nelle fiction nascono dall’esigenza di veicolare messaggi potenzialmente difficili e a rischio di banalizzazione, e sono per la maggior parte ripresi dalla tradizione teatrale. Per fare questo, in molti esempi di web radio o web video aziendale, è stata scelta la leva dell’umorismo.

“Zzzoot Fulminati in azienda” presentato in Feltrinelli a Milano

ottobre 17, 2009 1 commento

Mercoledì 14 il collettivo Jack O. Selz ha presentato in Feltrinelli a Milano il racconto “Zzzoot Fulminati in azienda” .

Si sono raccolte in libreria un centinaio di persone ansiose di conoscere dal vivo Jack O. Selz. Ma Jack non c’era.

Al suo posto 3 personaggi del libro (il direttore commerciale Sul Pezzo, il manager intermedio Centrifuga e la responsabile della comunicazione Marta Font) hanno risposto alle domande del consulente Paragone.

E’ quindi intervenuta a sorpresa il personaggio del libro Maga Cicce, consulente dei “managgggent” che ha letto per tutti i presenti l’oroscopo manageriale.A sorpresa si sono manifestati anche il giovane potenziale Roberto Campione e la laureanda Federica Giri.

Quindi è stato il momento dell’outing. Sul Pezzo, Centrifuga, Font e Paragone hanno rivelato di essere, insieme a Mauro Gambini, gli autori del testo: Andrea Beretta, Nicola Giunta, Patrizia Sorrenti ed io. Il collettivo ha così illustrato le ragioni e gli obiettivi di questo racconto di edutainment, giunto alla sua terza ristampa.

Michele Riva, del Gruppo 24 ORE, ha rivelato le ragioni del 24 ORE nella pubblicazione di un testo comico sul mondo delle aziende: “Volevamo vendere libri e ci stiamo riuscendo.

In ogni caso si tratta di rispondere al bisogno delle persone di rileggere la loro esperienza aziendale attraverso nuovi linguaggi”.

Sono state proiettate anche 2 pillole video tratte dalle fiction on line del sito www.zzzoot.tv. Dal pubblico alcune domande e riflessioni:

“Forse esistono due modi di affrontare la crisi: deprimersi e sorridere. Questo è un libro che permette di riflettere sulla crisi sorridendo, per questo vende”.

Un ringraziamento speciale è stato rivolto dall’editore a RADIO24 per l’attenzione rivolta al racconto e ai suoi personaggi. In questi giorni stanno andando in onda su RADIO24 nuove pillole Zzzoot.

Il prossimo incontro live con gli autori di Zzzoot si terrà a Bologna a novembre.

Gli appuntamenti con ZZZOOT sono anche su Facebook!

EDUTAINMENT E ALLEGRIA!

settembre 8, 2009 Lascia un commento

Colpo di scena!!!

In rete oggi non si parla d’altro

Mike Bongiorno fu una delle primissime persone in Italia a capire il valore del linguaggio televisivo nella formazione e nella comunicazione interna d’azienda.

Nel 2002, in occasione della scrittura del primo libro sulla tv in azienda “E l’azienda fa la tv”, lo contattai.

Lui era proprio Mike: uno spasso parlargli perché era uguale a “quello della tv”.

Capì subito che cosa avevamo intenzione di fare, cioè il senso del nostro progetto, e nella prefazione al libro scrisse:

La diffusione nelle aziende di trasmissioni tv riservate ai propri clienti, di telegiornali ad uso interno, di programmi di televisione per formare i collaboratori impone la crescita di una generazione diffusa di nuovi anchormen. E la formazione di buoni manager di televisione. Del resto il linguaggio delle imprese, delle università e il linguaggio della televisione e dello spettacolo sono ancora oggi distanti. A mio parere per convincere, per comunicare, per insegnare attraverso la televisione l’importante è non salire in cattedra. Proprio perché noi che abbiamo cominciato la tv abbiamo rifiutato la cattedra, siamo riusciti a insegnare agli italiani una nuova lingua, quella nata negli anni cinquanta. Molti mi hanno criticato e mi criticano ancor oggi, ma io avevo capito che la grande quantità degli italiani non usava e non usa il linguaggio delle èlite degli universitari”.

Nella sua prefazione Mike mi spiegò il suo punto di vista sulla tv come linguaggio e sulla funzione del mezzo:

“La televisione è la televisione e l’autentica chiave di successo di un messaggio televisivo è avere la fiducia di chi ti ascolta. Se un anchorman mi parla, io devo riconoscere sullo schermo una persona di fiducia. Sembrerà strano dirlo, ma la televisione deve essere onesta. Certo fare la tv non è facile… E i professori di accademia, i manager che hanno studiato, i cosiddetti “esperti” spesso non sono abituati a questa disciplina. Ma il linguaggio “difficile” funziona poco dal vivo e ancor meno nella comunicazione a distanza. Di ciò che ha successo in televisione del resto, in tutti i sensi, io sono la dimostrazione vivente!”.

Mi colpì la convinzione, l’energia e la voglia di Mike di conoscere anche i nuovi usi della tv. Del resto per lui la tv era sempre nuova, sempre da inventare con “Allegria!”.

Radio in azienda e audioformazione

gennaio 29, 2009 Lascia un commento

L’enigma dell’anno per le imprese è: come faccio a comunicare ai collaboratori, come mobilito le persone in azioni di contenimento costi a tutti i livelli, come chiedo a tutti di offrire nuove idee per l’innovazione, come faccio formazione sui nuovi prodotti ecc.

Se i budget della formazione e della comunicazione interna sono contenuti, i fabbisogni formativi e di comunicazione crescono: i manager di queste attività si trovano a dover fare di più con meno.E magari evitando spese di viaggio, buffet, location ecc.

Non resta che affidarsi alla comunicazione a distanza: e-learning, web tv, community on line diventano strumenti utili. Ma, per poter sostituire il live, questi media devono essere utilizzati mettendo in campo linguaggi efficaci. L’esperienza di 6 anni di edutainment e video d’impresa diventa importante. Ma è significativo valutare con grande attenzione uno strumento efficiente e assai efficace: la radio o meglio il file audio.

Newton on air - foto P.GrandicelliSenza dover spendere per telecamere e montaggi, con una più immediata resa comunicativa, possiamo permettere ai nostri collaboratori di ascoltarsi un audio corso progettato ad hoc per l’azienda con il loro i-pod mentre in auto raggiungono casa o il posto di lavoro la mattina. In particolare per le reti di vendita questo può essere uno strumento efficace.

Purchè non sia una radio noiosa: ecco perché l’edutainment può essere un linguaggio utile anche su questo media.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.