Pubblicazioni


“Abbabusiness – Scopri il lato B delle imprese”                                                                                       

 di A.Notarnicola e G.Colletti                                                                

edizioni Croce, 2009

Abbabusiness è un nuovo stile, una modalità gestionale, operativa, emblema di una cultura che – partendo dalla valorizzazione delle risorse GLBT – permea tutta l’azienda con il germe della tolleranza, della conversazione, del dialogo. Al bando la clandestinità di un tempo, questi lavoratori abba fanno sempre più spesso outing in azienda, dimostrando oggi apertamente, nella quotidianità del lavoro, un atteggiamento positivo e collaborativo e un pensare differente. Diventano così alleati di chi persegue il cambiamento, vero mantra per uscire dal pantano di una crisi tanto reale quanto percepita. Così – in barba all’arretratezza di pensiero della società e spesso delle politiche sociali – si scopre nei fatti un nuovo profilo delle organizzazioni, tolleranti verso le differenze, intese come arricchimento e creazione di valore. Per la propria cultura di impresa e – soprattutto – per il business.
Abbabusiness è la costruzione di un modello di gestione ottimale di tutte le diversità in azienda. Le migliori aziende europee hanno deciso di valorizzare le persone per quello che sono.

 

 

 

C’era una volta la Convention

di A.Notarnicola, P. Pavanini, M.Morga

Edizioni 24ORE

Retoriche, mondane, celebrative, esagerate, le convention aziendali hanno fatto epoca e sono tramontate già prima della crisi. Che cosa resta oggi di questi eventi? Come si possono innovare i linguaggi al fine di mobilitare davvero le energie di comunità professionali, commerciali e degli stakeholder d’impresa?

Oggi i meeting e gli eventi devono essere focalizzati sui contenuti, centrati più sul pubblico e meno su un leader che galvanizza le folle.

Devono essere manifestazioni generative di idee e soluzioni, coerenti con le esigenze di rispetto della responsabilità sociale, aperte al coinvolgimento simultaneo di diversi target .

Attraverso un divertente viaggio negli errori tipici, nei paradossi organizzativi e nelle incoerenze di alcuni eventi aziendali, Piero Pavanini, Massimo Morga ed Andrea Notarnicola, autori di “C’era una volta la convention” edito dal Sole 24Ore, ci guidano verso un nuovo approccio per l’ideazione, la progettazione e la gestione degli eventi di comunicazione.

 Image“Televisione e teatro in azienda. Usare nuovi linguaggi per innovare le imprese.”
di A. Notarnicola
editore Etas, 2006

 

 

Nel Ventunesimo secolo l’economia sta cambiando: da industriale diventa creativa. Le aziende devono imparare a trasformare la propria offerta in uno spettacolo e in un’occasione di apprendimento continuo per i clienti e per la società intera. I diversi linguaggi dello spettacolo diventano un modo per tradurre ciò che spesso è solo scritto (come manuali, materiali didattici, presentazioni di prodotti e servizi, relazioni, cataloghi ecc.) in esperienze da vedere, da ascoltare e da vivere. Le aziende vincono se riescono a coinvolgere e mobilitare le persone offrendo nuove emozioni. Anche in Italia, le esperienze di innovazione personale, organizzativa e sociale proposte nelle forme dello spettacolo – il cosiddetto “edutainment” – interessano già diversi settori e centinaia di aziende, coinvolgendo i professionisti della consulenza strategica, della televisione, del teatro, della formazione, della comunicazione e del web. La contaminazione dei linguaggi dà così luogo a nuove forme di azione manageriale.

Nel libro, modelli di lavoro ed esperienze concrete sono descritti secondo un punto di vista narrativo e scientifico, per voci tematiche e attraverso la presentazione di una selezione di casi relativi a imprese italiane di profilo internazionale, vissuti da vicino dall’autore nel suo ruolo di gestore di programmi e di consulente. Ne emerge in modo chiaro l’accesso al piacere come modello per lo sviluppo di una nuova economia dell’esperienza e della trasformazione.  [acquista on line]

Image “Le nuove frontiere della cultura d’impresa”
con il contributo di A. Notarnicola
editore Etas, 2004

Un fantasma si aggira nel mondo aziendale: lo humanistic management. Un modo di fare impresa nuovo rispetto ai canoni tradizionali dello scientific management, non più adatti a offrire letture convincenti e strumenti operativi efficaci per la conduzione delle “mutanti” organizzazioni di oggi.
Appare perciò necessario produrre una visione alternativa di che cosa è il management. Quello che serve, più che un nuovo paradigma, è un nuovo tipo di discorso, adeguato al continuo scorrere dell’azienda. Un discorso che ci parli di come si coglie l’emergere del nuovo, di come si impara a imparare, di come si è determinati dal mondo a cui apparteniamo e, allo stesso tempo, di come il mondo è (anche) frutto del nostro contributo.

Autorevoli personalità del mondo del management e della cultura italiani provano qui a elaborare questa visione alternativa, in un “Manifesto dello humanistic management” fondato sulla grande tradizione dell’umanesimo europeo e aperto all’apporto di ambiti che l’impresa ha spesso considerato a sé estranei – la filosofia, la letteratura, il cinema, il teatro -, ma anche di strumenti innovativi come il networking multimediale, la business television, l’edutainment. [acquista on line ]

Image “L’Helping per la formazione manageriale. L’approccio centrato sulla persona”
di A. Notarnicola, M. Berlino
editore Franco Angeli, 2004

Il Palio Interculturale della Rappresentazione d’Impresa Venezia 2004 marca l’affermazione del teatro come strumento formativo a sette anni dall’avvio della metodologia condivisa da Andrea Notarnicola e Maddalena Berlino. In questa occasione gli autori ripropongono il testo che diede inizio nel 1996 alla sperimentazione di un modello europeo, con una prefazione che fa il punto sulle esperienze maturate.
Negli ultimi anni con la caduta della struttura piramidale delle società complesse e la comparsa di nuove figure professionali intermedie, si è consolidata nelle imprese la consapevolezza che la valorizzazione, lo sviluppo delle risorse umane e la loro buona interazione sono il fulcro della crescita dell’azienda.
I nuovi manager devono sempre più saper combinare le proprie competenze professionali con una capacità di relazionarsi con pari o sottoposti per creare un ambiente collaborativo, misurando e dirigendo le percezioni istintive e i sentimenti: questo approccio rende l’impresa nel suo insieme più competitiva nei mercati e più attrezzata nella gestione del cambiamento.
Anche negli operatori della formazione cresce la convinzione che lo sviluppo professionale di figure di riferimento passa attraverso una maturazione personale nei confronti dell’approccio verso gli altri, ma prima ancora verso se stessi.
Questo libro, frutto di un lavoro sperimentale effettuato presso la scuola di formazione manageriale MIB di Trieste, illustra una tecnica per la formazione basata sulla modalità del coinvolgimento globale (Person Centered Approach).
Gli autori infatti, dopo aver ricordato nella prima parte alcuni principi teorici, illustrano una metodologia operazionale possibile per sperimentare in forme comparabili, e quindi capire attivamente già in fase di formazione, le componenti emotive in ogni gruppo di lavoro. [acquista on line]

Image “E l’Azienda fa la TV”
di A.Notarnicola, F. Palazzini
editore Franco Angeli, 2002

Una rivoluzione silenziosa sta modificando i piani di comunicazione delle imprese. Tg aziendali, comunicazione interna, formazione, intrattenimento e fidelizzazione del cliente: nel volume la storia, gli esempi e le prospettive della convergenza tra televisione e multimedialità, ovvero dei mezzi che permettono alle imprese di creare nuove emozioni . Il marketing, la comunicazione esterna, la comunicazione interna e lo sviluppo di competenze trovano nuove connessioni e integrazioni attraverso modalità creative rappresentate dai diversi generi tv:
- l’ infotainment , ovvero l’informazione attraverso l’intrattenimento;
- l’ edutainment , ovvero la formazione attraverso l’intrattenimento;
- il telegiornale e gli eventi in diretta.
Questo approccio di comunicazione integrata si rivolge a pubblici diversi: dalle comunità di clienti, da quelli attuali a quelli potenziali, all’organizzazione interna e il territorio.
Gli autori, protagonisti e testimoni della televisione d’impresa, sono andati alla scoperta di questa sfida innovativa della comunicazione facendo un libro “in diretta” , ricco di commenti, spunti, proposte. Realtà e vision si fondono così nel testo aprendo interessanti finestre sul futuro prossimo, quello in cui si parlerà di idee, contenuti e stile, e non di tecnologie, bande e chip.
E se l’evoluzione dei media apre nuove opportunità, le persone impegnate su questi fronti devono integrare conoscenze e competenze secondo un approccio di “contaminazione”. Nasce così un vero e proprio laboratorio per la corporate tv e per l’innovazione di idee nella televisione. [acquista on line]

Image “Changing: diventare manager
del cambiamento”

di A. Notarnicola
editore Franco Angeli, 1999

Nell’era della globalizzazione le imprese richiedono figure professionali abili nella gestione del cambiamento. In questo volume l’autore descrive, secondo il modello della PNL Programmazione Neurolinguistica, alcuni strumenti di lavoro per coloro che desiderano portare cambiamento all’interno della loro organizzazione, avendo ricevuto un mandato in modo implicito o esplicito.
L’autore traduce i principi base dell’approccio manageriale unendoli ad alcune esperienze presentate da alcuni manager in forma di intervista o dall’autore stesso in minicasi. Il ruolo funzionale, la descrizione contrattuale dell’incarico, la posizione gerarchica non fanno, entro questa definizione, la differenza.
Il manager che vuole cambiare è, nell’intenzione di questo lavoro, chiunque, avendo un incarico gestionale semplice o complesso, è fortemente motivato ad essere generatore di senso . L’autore spoglia pertanto il manager di tutte le sue attribuzioni fantastiche per intenderlo come leader in un’ottica generativa. Secondo l’idea principale di questo testo il cambiamento infatti non è dato tanto dal cosa si cambia , ma dalla persona impegnata nell’impresa di cambiare. Il changer si distingue così per il suo potere personale di costruire la realtà, un potere tanto difficile da definire “in digitale”, quanto efficace nella moltiplicazione di opportunità e risorse aziendali. [acquista on line]

   
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. Ancora nessun trackback.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.