FERPI RIFLETTE SULLO STORYTELLING
Storie per persuadere e/o storie per raccontarsi? Storie per creare “trans” e/o storie per esprimere il proprio mondo? Storie per una morale (morale di una storia) e/o storie etiche?
La delegazione lombarda di Ferpi ha organizzato giovedì 18 marzo scorso un incontro di riflessione sullo storytelling al quale sono stato invitato per una relazione insieme a Andrea Fontana, autore di testi scientifici di riferimento sul tema.
Andrea ci ha spiegato come le aziende posizionano narrativamente un prodotto o se stesse o un personaggio. Trame epiche, tragiche, comiche sostengono il percorso imprenditoriale secondo uno schema narrativo canonico che vede un protagonista, in lotta per il sogno, impegnato in una impresa contro un avversario, superando un trauma, alla ricerca di un tesoro oggetto segreto del desiderio, aiutato da persone e oggetti magici nel raggiungimento delle nozze sacre: l’happy end.
Nel corso dell’incontro ho presentato i linguaggi dell’edutainment, spiegando come la satira nasca dal confronto tra due storie: la storia ideale che un eroe, un personaggio, una azienda, un politico racconta di sé e la storia reale (così la vedono gli altri) incoerente con la prima.
Questo fa ridere.
Per questo le aziende decidono di coinvolgere i collaboratori in una storia zzzoot-simile.
E c’è bisogno di raccontarsi per comprendere, ascoltare i propri sentimenti e costruire una nuova storia.





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