STORIA DELL’EDUTAINMENT: QUELLA VOLTA CHE NERI MARCORE’…

Novembre 19, 2009 notarnicola Lascia un commento

In questi anni la metodologia dell’edutainment ha coinvolto anche profili di valore del mondo dello spettacolo italiano: tra tutti ricordiamo Neri Marcorè.

Nel 2003 e 2004, tra i diversi casi di edutainment, spicca quello di formazione manageriale del Gruppo Telecom a cura di Newton Management Innovation.

“Si prevede gelo in tutti i corridoi aziendali e riunioni molto mosse”: a prima vista sembrava un bizzarro annuncio meteo. In realtà si tratta dell’avvio di un film interpretato da Neri Marcorè che, attraverso lo humour, apre un corso di tre giorni.

La “Telecom-media – Ritorno al futuro” interpreta possibili reazioni e comportamenti di manager reali di fronte a situazioni di forte cambiamento e incertezza aziendale: per esempio l’acquisto della società da parte di imprenditori stranieri e relativa scalata ai vertici.

C’è il dirigente burocrate, che con disillusione commenta la prospettiva: “E’ tutto inutile, ci daranno lo scivolo”; c’è quello ipertecnologico, ma poco incisivo, e l’altro più fatalista perché nella sua carriera ha già vissuto una scalata; e così via.

La prima riunione dei supermanager è paradossale in quanto un nuovo fantomatico amministratore delegato lappone, Nikko Lpdvjbakko, esordice così: “Dovete farmi una proposta entro 90 minuti su come raggiungere 15 obiettivi prioritari per la fine dell’anno”.

Entra in scena anche un superguru venditore di banalità: Giovanni Fumo, amante del “managerialese”, ossia del mix burocratico-specialistico che spesso rende incomprensibile il linguaggio dei dirigenti. 12 spot sui valori del Gruppo e i vizi manageriali completano anche un CD distribuito ai partecipanti.

Se in America i manager vengono formati in aula da Liz Taylor, la comicità nella formazione non banalizza i problemi ma, al contrario, li esorcizza come nella commedia dell’arte.

C’ERA UNA VOLTA LA CONVENTION

Novembre 9, 2009 notarnicola Lascia un commento

Immagine2A Zzzoot pensano di organizzare ancora una convention quando ormai nel mondo riformato…

Assieme a Piero Pavanini partner di Newton Lab 24, impresa specializzata nella creazione di eventi innovativi e Massimo Morga amministratore delegato di Staff Italia, società di incentive e motivazione organizzativa, ho scritto il libro “C’era una volta la Convention” che uscirà in libreria nel mese di dicembre.

Retoriche, mondane, celebrative, esagerate, le Convention aziendali hanno fatto epoca e sono tramontate già prima della crisi. Cosa resta oggi di questi eventi? Come si possono innovare i linguaggi al fine di mobilitare davvero le energie di comunità professionali, commerciali e degli stakeholders d’impresa?

Oggi i meeting e gli eventi di ogni genere devono essere focalizzati sui contenuti, centrati sul pubblico e meno su un leader che galvanizza le folle. Devono essere manifestazioni generative di idee e soluzioni, coerenti con le esigenze di rispetto della responsabilità sociale, aperte al coinvolgimento simultaneo di diversi target.

La complessità di questa nuova generazione di eventi impone una maggiore capacità professionale nella gestione dei processi organizzativi.

Attraverso un divertente viaggio negli errori tipici, nei paradossi organizzativi e nelle incoerenze di alcuni eventi aziendali, abbiamo voluto guidarvi verso un nuovo approccio per l’ideazione, la progettazione e la gestione degli eventi di comunicazione.

Aspetto qui i vostri commenti, ovviamente!

COMUNICAZIONE E FORME TEATRALI

Novembre 7, 2009 notarnicola Lascia un commento

Nella gestione della comunicazione convergono quattro forme di teatro.

Il teatro dell’improvvisazione può “creare, inventare, spostarsi lateralmente o anche impulsivamente da un’idea all’altra, o semplicemente agire a piacere”. Gesti di associazione libera si accompagnano a metodi sistemici e premeditati finalizzati a  generare idee creative. Molto di ciò che avviene nei comportamenti organizzativi non può essere scritto. Il rischio del lavoratore è quello di aggrapparsi così ad una maschera.

Nella commedia dell’arte del XVI secolo le maschere, cioè dei personaggi fissi e stereotipati, facilmente riconoscibili dall’abbigliamento e dal comportamento, seguivano linee comportamentali prestabilite. La commedia dell’arte usava un canovaccio, cioè una traccia iniziale su cui costruire i dialoghi durante la performance, basandosi soprattutto sul feed-back del pubblico.

Nell’economia delle esperienze non basta rappresentare una maschera, è necessaria una energia autentica da trasferire alla propria audience.

In altri casi, nella spiegazione di un prodotto o nella gestione di un reclamo, l’azienda stabilisce un copione: cioè alcuni messaggi chiave che devono essere trasferiti ai clienti.

Il copione, cioè un testo formale di battute scritte, è “lineare e fisso, scorre in maniera sequenziale e quindi concede poche variazioni”. Anche il copione esige le prove. E la standardizzazione non può uccidere la forza dell’interpretazione della battuta. Il collaboratore deve in ogni caso prestare attenzione al feed-back del pubblico ed essere pronto ad abbandonare il copione per eventuali comportamenti che risultano adeguati a “quella specifica situazione”.

La terza forma di teatro applicata dalle imprese è il teatro di assemblaggio ovvero, tradotta sul piano mediale, il film. Distinte porzioni di lavoro, svolte in tempi diversi e spesso in luoghi diversi, vanno a formare un tutto unificato dopo  il montaggio. Anche i personaggi devono essere integrati in sequenza, come avviene nelle aziende in cui il management ha il desiderio di “presentare un’immagine coerente che armonizzi tutti coloro che rappresentano la compagnia”.

Vi è, infine, il teatro di strada, “il regno dei giocolieri, maghi, cantastorie, burattinai, pagliacci, mimi: tutti questi attori devono prima attrarre le persone alle loro performance, poi sorprendere l’ audience riunita”. Il mondo commerciale segue alcune strutture pronte e preparate, personalizzando di volta in volta lo spettacolo verso quello specifico cliente.

Gli approfondimenti sul tema nel mio libro “Televisione e teatro in azienda”, edito da ETAS.

“Zzzoot Fulminati in azienda” presentato in Feltrinelli a Milano

Ottobre 17, 2009 notarnicola 1 commento

Mercoledì 14 il collettivo Jack O. Selz ha presentato in Feltrinelli a Milano il racconto “Zzzoot Fulminati in azienda” .

Si sono raccolte in libreria un centinaio di persone ansiose di conoscere dal vivo Jack O. Selz. Ma Jack non c’era.

Al suo posto 3 personaggi del libro (il direttore commerciale Sul Pezzo, il manager intermedio Centrifuga e la responsabile della comunicazione Marta Font) hanno risposto alle domande del consulente Paragone.

E’ quindi intervenuta a sorpresa il personaggio del libro Maga Cicce, consulente dei “managgggent” che ha letto per tutti i presenti l’oroscopo manageriale.A sorpresa si sono manifestati anche il giovane potenziale Roberto Campione e la laureanda Federica Giri.

Quindi è stato il momento dell’outing. Sul Pezzo, Centrifuga, Font e Paragone hanno rivelato di essere, insieme a Mauro Gambini, gli autori del testo: Andrea Beretta, Nicola Giunta, Patrizia Sorrenti ed io. Il collettivo ha così illustrato le ragioni e gli obiettivi di questo racconto di edutainment, giunto alla sua terza ristampa.

Michele Riva, del Gruppo 24 ORE, ha rivelato le ragioni del 24 ORE nella pubblicazione di un testo comico sul mondo delle aziende: “Volevamo vendere libri e ci stiamo riuscendo.

In ogni caso si tratta di rispondere al bisogno delle persone di rileggere la loro esperienza aziendale attraverso nuovi linguaggi”.

Sono state proiettate anche 2 pillole video tratte dalle fiction on line del sito www.zzzoot.tv. Dal pubblico alcune domande e riflessioni:

“Forse esistono due modi di affrontare la crisi: deprimersi e sorridere. Questo è un libro che permette di riflettere sulla crisi sorridendo, per questo vende”.

Un ringraziamento speciale è stato rivolto dall’editore a RADIO24 per l’attenzione rivolta al racconto e ai suoi personaggi. In questi giorni stanno andando in onda su RADIO24 nuove pillole Zzzoot.

Il prossimo incontro live con gli autori di Zzzoot si terrà a Bologna a novembre.

Gli appuntamenti con ZZZOOT sono anche su Facebook!

STORIA DELL’EDUTAINMENT: I PRIMI PASSI

Ottobre 11, 2009 anotarnicola Lascia un commento

Fare edutainment nel 2009? Certo, ricordando i primi passi di questa metodologia di intervento nelle organizzazioni.

In un clima influenzato dal primo lancio emotivo della new economy, Enel rivolge nel 2001 ai 70.000 dipendenti del gruppo sette fiction con l’obiettivo di rendere attrattivi i messaggi delle nuove politiche del personale.

I principi generali guidavano i comportamenti delle persone nelle situazioni più diverse e imprevedibili. Da un impianto generale di valori l’azienda derivava le sue politiche delle risorse umane.

Il progetto di comunicazione attraverso la fiction, voluto da Franco Tatò e realizzato da Nova sotto il coordinamento di Nicola Giunta, intendeva proporre una prospettiva omogenea attraverso la fiction di edutainment.

bertolino

Bertolino parla di Edutainment

Il comico Enrico Bertolino, nei panni di un manager, ascolta svogliato un altro comico, Gianni Fantoni, raccontare pregi e difetti della propria vita da risorsa umana.

Seguono la parodia del tele-commissario Montalbano alle prese con la burocrazia aziendale e le gag del varietà televisivo. Lo sforzo progettuale e realizzativo era proprio quello di mettere a sistema linguaggi e competenze provenienti da mondi molto diversi e non abituati a comprendersi.

Nel mondo di Telecom nell’estate dello stesso anno viene realizzato il primo prodotto di e-learning con web tv in Italia attraverso l’uso della comicità: si tratta del “call-center show” condotto da Raul Cremona nel ruolo del Mago Oronzo, impegnato a dare magici consigli agli operatori sulla cultura del cliente.

In un modulo ambientato su una nave spaziale, il conduttore si concentrava sulle competenze “spaziali” appunto di gestione dei reclami. Venne creato per l’occasione un format di e-motional learning.

Da allora centinaia di imprese hanno scelto di operare attraverso l’edutainment secondo un approccio umanistico nei diversi settori della produzione, dei servizi e delle esperienze.

L’edutainment diventa oggetto di studio accademico presso l’Università degli Studi di Trieste e genera un elevato numero di ricerche e di tesi di laurea rispetto ai diversi casi. L’approccio cattura l’attenzione dei maggiori giornali italiani, quotidiani e settimanali, i quali a tutta pagina (dal Corriere della Sera a Repubblica, da Panorama all’Espresso) raccontano le innovazioni del nuovo approccio.

In un saluto della Presidenza della Repubblica Italiana ai partecipanti all’evento del palio del teatro d’impresa di Venezia, l’approccio, di “valore sociale”, viene riconosciuto come “strumento di comunicazione altamente innovativo, capace di coniugare l’espressività del linguaggio teatrale con le nuove metodologie della formazione”.

Trovi approfondimenti sul tema nel mio libro “Televisione e teatro in azienda” edito da ETAS.

ZZZOOT SI PRESENTA IN FELTRINELLI

Nei prossimi giorni su Radio24 una nuova serie di spot inviterà gli ascoltatori alla presentazione ufficiale del libro “Zzzoot – Fulminati in azienda” che si terrà il 14 ottobre alle 18.30 in Feltrinelli Corso Buenos Aires 33, Milano.

Il libro, uscito a fine luglio e giunto in due mesi alla sua terza ristampa, sarà raccontato live dallo stesso Jack O. Selz, autore collettivo di un racconto sui vizi del management e sulle aziende.

Nel corso della trasmissione radio “Il riposo del guerriero” è stato intervistato ieri Marco Sul Pezzo, uno dei personaggi protagonisti del racconto. Purtroppo Jack O. Selz non c’era.

Ma l’editore è certo che il 14 ottobre in Feltrinelli ci sarà l’opportunità di conoscere chi è davvero Jack.

L’incontro ci permetterà di capire così anche le ragioni del suo incredibile successo!

www.zzzoot.tv

ABBABUSINESS

Settembre 29, 2009 anotarnicola Lascia un commento

Mamma mia!

abbabusiness

Giampaolo Colletti ed io abbiamo scritto un nuovo libro che uscirà nel mese di dicembre: ABBABUSINESS.

[Ma è già disponibile il sito abbabusiness.it]

In sintesi: Le aziende scoprono il loro lato b. Quello vincente, chiave di volta per uscire da una crisi globale senza precedenti che le attanaglia.

Non ci sono formule magiche ma l’abbabusiness è una potenziale risposta.

In questo libro delineeremo il dispiegarsi dell’energia dettata dall’abbabusiness, che è stile, linguaggio, approccio, forma mentis, un modo di operare. E racconteremo piccoli grandi aneddoti, che abbiamo registrato nei nostri contatti costanti con le imprese in giro per il mondo.

Perché in fondo l’anima di un’impresa può essere tratteggiata come un disco a due tracce. E il lato b sopracitato – talvolta più nascosto e  affascinante – è quello dell’azienda proattiva, perché aperta al confronto.

Abbabusiness è uno stile. Vincente.

Quello interpretato dalle aziende che – attraverso la contaminazione culturale, religiosa, di genere – hanno saputo creare un’ amalgama creativa capace di generare valore. Per l’azienda e per tutti gli interlocutori, clienti in primis.

Abbabusiness è un flusso energetico che valorizza il contributo di migliaia di collaboratori di ogni ordine e grado. E che si sviluppa anche nella concretezza di business plan e tra le pieghe dei bilanci. Nulla perciò di così teorico e avulso dalla realtà. La nostra idea è che questo abbabusiness sia già messo in pratica nelle imprese d’eccellenza. Che spesso sono molto lontane dagli stereotipi della società.

In questo libro verrai invitato a scoprire il lato b delle aziende: apertura internazionale, spirito di accoglienza, atteggiamento solare, coraggio, autenticità, propensione al nuovo, capacità di ascoltare.

Chi sono le risorse testimonial di questo atteggiamento? Lo scopriremo in Abbabusiness.

Chiunque creda che le aziende abbiano bisogno di cambiare può trovare in queste risorse gli alleati per generare nuova ricchezza: money, money, money…

Buzzword manageriale è anche sul journal di Newton

Settembre 20, 2009 anotarnicola Lascia un commento

Su NEWTON INSIDE è disponibile l’elenco di tutti gli articoli pubblicati su “l’Impresa

limpresa

Buzzword manageriale è la rubrica de L’impresa – Rivista Italiana di Management edita dal Sole 24 Ore, curata dal sottoscritto, che porta in rassegna tutte le novità dalle riviste internazionali di management.

ZZZOOT: IL LIBRO DI ECONOMIA PIU’ VENDUTO IN ITALIA

Settembre 16, 2009 anotarnicola 1 commento

hoepli+ibs

Il libro di management giocato sull’edutainment, nel quale Jack O. Selz racconta le dinamiche organizzative delle imprese attraverso le chiavi dello humour a scopo formativo, è il libro di economia e management più venduto in internet in Italia, secondo la top ten pubblicata da Hoepli e Internet Bookshop.

Dopo sei settimane dalla pubblicazione è già partita la ristampa del volume, che sarà in distribuzione da lunedì.
Abbiamo raccolto le mail dei lettori che esprimono le loro impressioni sul volume: in generale colpisce l’unanimità dei pareri rispetto al contenuto del testo.

Le persone ritrovano nelle modalità e negli atteggiamenti dei personaggi di Zzzoot molti comportamenti tipici delle persone in azienda, sia manager sia collaboratori:

“Anch’io vivo nella riserva che neanche dio è riuscito a riformare!”.

E’ stata significativa nella fase di lancio la campagna di spot radiofonici di RADIO 24, nella quale Andrea Beretta, Nicola Giunta, Chiara Romersa e il sottoscritto hanno interpretato alcuni personaggi di Zzzoot, “mettendo in scena” in una sorta di piccola radiodramma alcune gag espressive della realtà aziendale. A questo hanno fatto seguito le uscite su IL SOLE 24 ORE e le videostorie su www.zzzoot.tv.
Ma cos’è c’è dietro a Zzzoot? Lo scopriremo insieme… molto presto.

EDUTAINMENT E ALLEGRIA!

Settembre 8, 2009 anotarnicola Lascia un commento

Colpo di scena!!!

In rete oggi non si parla d’altro

Mike Bongiorno fu una delle primissime persone in Italia a capire il valore del linguaggio televisivo nella formazione e nella comunicazione interna d’azienda.

Nel 2002, in occasione della scrittura del primo libro sulla tv in azienda “E l’azienda fa la tv”, lo contattai.

Lui era proprio Mike: uno spasso parlargli perché era uguale a “quello della tv”.

Capì subito che cosa avevamo intenzione di fare, cioè il senso del nostro progetto, e nella prefazione al libro scrisse:

La diffusione nelle aziende di trasmissioni tv riservate ai propri clienti, di telegiornali ad uso interno, di programmi di televisione per formare i collaboratori impone la crescita di una generazione diffusa di nuovi anchormen. E la formazione di buoni manager di televisione. Del resto il linguaggio delle imprese, delle università e il linguaggio della televisione e dello spettacolo sono ancora oggi distanti. A mio parere per convincere, per comunicare, per insegnare attraverso la televisione l’importante è non salire in cattedra. Proprio perché noi che abbiamo cominciato la tv abbiamo rifiutato la cattedra, siamo riusciti a insegnare agli italiani una nuova lingua, quella nata negli anni cinquanta. Molti mi hanno criticato e mi criticano ancor oggi, ma io avevo capito che la grande quantità degli italiani non usava e non usa il linguaggio delle èlite degli universitari”.

Nella sua prefazione Mike mi spiegò il suo punto di vista sulla tv come linguaggio e sulla funzione del mezzo:

“La televisione è la televisione e l’autentica chiave di successo di un messaggio televisivo è avere la fiducia di chi ti ascolta. Se un anchorman mi parla, io devo riconoscere sullo schermo una persona di fiducia. Sembrerà strano dirlo, ma la televisione deve essere onesta. Certo fare la tv non è facile… E i professori di accademia, i manager che hanno studiato, i cosiddetti “esperti” spesso non sono abituati a questa disciplina. Ma il linguaggio “difficile” funziona poco dal vivo e ancor meno nella comunicazione a distanza. Di ciò che ha successo in televisione del resto, in tutti i sensi, io sono la dimostrazione vivente!”.

Mi colpì la convinzione, l’energia e la voglia di Mike di conoscere anche i nuovi usi della tv. Del resto per lui la tv era sempre nuova, sempre da inventare con “Allegria!”.